Il poeta

Prestami le tue labbra
e liberer˛ gli uragani
con voce possente e comando.
Oh, prestami le tue labbra.
SarÓ
canna di fucile
il nostro allacciarci alla sera
per dare colori di ferro incandescente alle voci.
Deponi gli uragani ai nostri piedi.
Fonditi in me:
mi fonder˛ nella tua voce.

Tratto da Gloria Chiappani Rodichevski, I miei li chiamava passi, Torino, 2003