La sezione Melosofie tratta la musica classica, corale, lirica ed etnica attraverso interviste, recensioni ed articoli.

Una delle peculiarità di Morfoedro è quella di riservare, in ogni sezione, uno spazio dedicato alla poesia che "dice" i luoghi e la memoria e che parla delle e alle altre arti. In Melosofie la poesia usa suadenti sassofoni ed arpe celtiche, nacchere e violini e gusli per cantare.

Melosofie

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Comunicati stampa

Come si crea una poesia? Strutturando l'ispirazione. Parola di BookCity Milano!

Anche la tradizione versoliberistica ha le proprie regole e andare a capo ogni tanto non significa comporre versi.

L'evento si terrà il 18 novembre 2018 assieme a un reading di artisti vari.

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Articoli

I funamboli smarriti di John Giallo di Alexandre Rodichevski e Gloria Chiappani

Musica e versi in una preziosa edizione Pulcinoelefante, la casa editrice di Alberto Casiraghi che, nel ventunesimo secolo, stampa esclusivamente a caratteri mobili.

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Interviste

Intervista al direttore di coro e d'orchestra e compositore Battista Pradal

Insegnare musica va ben oltre l'impartire mere lezioni ed è un compito oggigiorno non sempre facile.

Comporre solo sacro o solo profano sarebbe escludere una parte della realtà, viverne solo un pezzo.

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Opere

Siluemi

Questo album esce da un laboratorio di composizione musicale, in cui l'autore trasforma in musica oggetti apparentemente estranei ad essa: spazio, numeri, funzioni, figure geometriche.

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Interviste

Intervista all'arpista Vincenzo Zitello

L'arpa è lo strumento con il quale, da subito, volevo accostarmi alla musica, ma era considerato adatto solo alle bambine, perciò mio padre mi avviò allo studio del violino.

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Articoli

Un'arpa che chiede il piacere

È quella di Giuliano Marco Mattioli, fine esecutore e didatta, che lo afferma in un CD.

Diplomatosi nel suo strumento prima e laureatosi cum laude in Discipline musicali a indirizzo solistico-interpretativo, è sostenuto da un eclettismo che gli fa battere la via della ricerca.

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Recensioni

Impressioni sonore fra numeri e note

È un figlio del suo tempo, Alexandre Rodichevski, un rappresentante della democrazia di gusto che non concepisce steccati fra stile classico e musica pop, un cosmopolita che viene dalla Russia ma non traduce nulla delle proprie origini nella sua musica, un uomo nato in un mondo fortemente permeato dalla centralità della scienza e che al tempo stesso, nella scelta delle sue tematiche, sembra – da figlio di una società profondamente sofisticata e lontana dalle sue origini – voler tornare all’atavica semplicità delle radici.

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